Don Virgilio, fratello e compagno di missione (Don Luigi Mosconi, 16 Gennaio 2015)
Cari amici e amiche del Centro missionario diocesano, Attraverso di voi, voglio raggiungere tutta la diocesi. Ho ricevuto la notizia della partenza definitiva di Virgilio da questo viaggio terreno, un carissimo fratello e compagno di missione. Il cuore sofre, ma mi sento anche pieno di tanta, tantissima gratitudine. La mente é letteralmente invasa da un cumulo di ricordi, di memorie belle e indimenticabili. Quando agli inizi dell´anno 1966 fui comunicare al Vescovo Malchiodi il mio desiderio di partire in missione per l´America Latina, tra varie riflessioni per un buon discernimento, il vescovo mi disse: “Se partirai, dovrai cecarti un confratello, da solo non ti lascio partire”. Saggio consiglio. Trovai disponibile don Virgilio, allora curato alla Santissima Trinitá. Nacque tra noi due una bella amicizia, della quale fazevano parte anche le nostre due mamme, una cosa bellissima. Partimmo dal porto di Genova la sera del 23 novembre 1967, salutati da decine e decine di piacentini. Una partenza commovente. Quando la nave si allontanava dal porto, con la preghiera del Padre Nostro recitata dai piacentini, noi due che eravamo sulla nave ci sentimmo pervasi da emozione e anche da un pó di paura per il futuro che ci attendeva e che non conoscevamo. Scendemmo al porto di Rio de Janeiro, prendemmo la corriera e dopo 1.200 km di strada, arrivammo a Vitoria da Conquista, ben accolti dal vescovo. Lui era pure il parroco della cattedrale e ci scelse come suoi coadiutori e ci invitó ad aprire cammini nuovi nella pastorale, con il piano di emergenza pastorale, deciso dai vescovi brasiliani per mettere subito in pratica le conclusioni del Concilio. Alcuni mesi dopo ci raggiunse don Pietro Callegari, nostro fratello maggiore. Con l´aiuto di laici buoni del territorio cominciammo poco a poco un servizio pastorale che avrebbe dato risultati fantastici. Erano tempi difficili (c´era una ferrea dittatura militare), decine di piccole comunitá cristiane furono sorgendo sparse nel grande territorio, cittá e immense campagne, in mezzo alla allegria della gente e al nostro stupore riconoscente. Nacque cosí una delle esperienze pastorali piú significative del Brasile. Grazie Signore! Era impossibile litigare con Virgilio, buono e santo che era, sempre sereno e sorridente, capace di valorizzare tutto il bene che vedeva negli altri. La pregjhiera e la vita comunitaria ci aiutarono tanto ad attraversare tempeste turbolenti. Pur con sensibilitá differenti, ci completavamo benissimo, la fiducia era reciproca, potevamo “sbizzarrirci” per aprire cammini nuovi, sorreggendoci insieme, a vicenda. Grazie davvero, Signore, per il dono della vita di don Virgilio. Virgilio é dei morti che non muoiono. La sua memoria continuerá presente tra di noi, sorreggendoci, stimolandoci. Il suo sorriso sereno e pieno di Dio continuerá a sostenerci in questo viaggio della vita bello ed esigente, in attesa della nostra partenza definitiva. Grazie, fratello Virgilio. Immensamente riconoscente, bacio la cassa (correggetemi, non mi viene il nome) che raccoglie i tuoi resti mortali, mentre la gioia della rissurrezone pervade tutto il mio essere. Tuo fratello e compagno di viaggio, Luigi Recife, da dove scrivo, in missione; 16/01/2015
Don Luigi Ferrando Vescovo (15 Gennaio 2015) Ho appreso com sorpresa e tristezza la notizia della morte di don Virgilio Zuffada. Nella fede, credo che la sua bella anima stia com Dio che sempre ha cercato di servire. Lo recordo com affetto per il suo entusiasmo e il suo costante sorriso, risultati di uma vita interiore fatta di intimitá col Signore e di uma genrositá senza limiti com i fratelli. Li amava, i fratelli, com cuore sincero perché vedeva in loro Gesú che chiedeva amore. In Brasile há lasciato uma testimonianza di sacerdote vero, zelante, entusiasta, di cuore sempre apereto. Il Signore, che non dimentica nulla sai dei nostri peccati, come anche del bene che com la sua Grazia riusciamo a fare certamente lo há giá annoverato tra i suoi figli prediletti. Che il suo esempio aiuti tanti sacerdoti a crescere sempre piú nella gioia del dono di sé come prete. E il Signore aiuti la mostra Diocesi mandandole molte e sante vocazioni sacerdotali. Dom Luís Ferrando
Don GianCarlo Dallospedale (15 Gennaio 2015)
Ho ricevuto con dolore la notizia della morte di D. Virgilio: amico e fratello di ministero sacerdotale e missione. Do' lode a Dio per la sua autentica testimonianza di sacerdote-missionario e, nella fede, mi unisco al lutto e alla preghiera di tutto il clero piacentino e diocesi. Con affetto. d. Giancarlo
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